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AUTORIRedazione Libly · 1 minuto di lettura

PEN–Inge Feltrinelli, i finalisti raccontano la scrittura come resistenza

L’annuncio del 13 ottobre riunisce otto autori e una candidatura collettiva eritrea; il riconoscimento sarà assegnato a BookCity Milano.

Una linea chiara attraversa una barra arancione su fondo viola, metafora della libertà di scrittura.
Illustrazione editoriale originale Libly.

Quando scrivere significa difendere la possibilità stessa di essere ascoltati, un premio diventa anche uno spazio di attenzione. PEN International e Fondazione Feltrinelli hanno annunciato il 13 ottobre la rosa del PEN–Inge Feltrinelli Writing as Resistance Award, dedicato alla letteratura che contrasta repressione e silenziamento.

Tra i finalisti figurano Gioconda Belli, Andrey Kurkov e Leila Guerriero, insieme a voci che lavorano fra esilio, tutela delle lingue e memoria collettiva. Alle otto candidature individuali si aggiunge quella di quattro scrittori eritrei detenuti dal 2001. L’annuncio ufficiale indica novembre 2026, durante BookCity Milano, per la proclamazione. Più che una geografia di celebrità, la selezione mette in relazione esperienze diverse: preservare una cultura, raccontare chi resta ai margini, mantenere aperto uno spazio per le parole.

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